L'elenco di sostanze candidate

La prima fase della procedura di autorizzazione consiste nell'identificare le sostanze che potrebbero avere gravi effetti sulla salute umana o sull'ambiente; occorre quindi controllare adeguatamente i rischi connessi all'uso di tali sostanze che, se possibile, devono essere gradualmente sostituite.

Su richiesta della Commissione europea, uno Stato membro o l'ECHA possono proporre una sostanza da identificare come sostanza estremamente preoccupante (SVHC). Se la sostanza è identificata come tale, viene aggiunta all'elenco di sostanze candidate, ai fini della sua eventuale inclusione nell'elenco delle autorizzazioni (Allegato XIV).

L'inclusione di una sostanza nell'elenco di sostanze candidate  crea obblighi giuridici per le aziende che fabbricano, importano o utilizzano queste sostanze come tali, in preparati o in articoli.

L'intenzione di proporre l'identificazione di una sostanza come SVHC viene dichiarata pubblicamente nel registro delle intenzioni prima di presentare la proposta, in modo da fornire per tempo le informazioni necessarie all'industria e ad altri soggetti interessati.

La proposta viene preparata conformemente all'allegato XV di REACH e si compone di due parti principali. La prima fornisce i dati e la giustificazione per identificare la sostanza come SVHC. La seconda, esaminata durante le fasi successive dell'identificazione, comprende informazioni concernenti i volumi di prodotto immessi sul mercato dell'Unione europea e gli usi della sostanza, il rilascio e l'esposizione conseguenti e le possibili alternative alla sostanza.

Dopo la pubblicazione della proposta, chiunque può commentarla o aggiungervi ulteriori informazioni, per esempio in merito alle proprietà, agli usi e ai rischi della sostanza proposta o a eventuali alternative. In mancanza di commenti, la sostanza viene inclusa nell'elenco di sostanze candidate. Le proposte e i commenti verranno inviate al comitato degli Stati membri (MSC) affinché questo approvi l'identificazione della sostanza come SVHC. Se il comitato non raggiunge un accordo unanime, la questione viene rinviata alla Commissione europea.